|
|
<P><A href="http://www.forzaroma.info/component/content/article/7089-montella-lcapello-e-bravo-nella-gestione-del-neri-sincero-il-sogno-zemanr.html"><FONT color=black>http://www.forzaroma.info/component/content/article/7089-montella-lcapello-e-bravo-nella-gestione-del-neri-sincero-il-sogno-zemanr.html</FONT></A></P>
<P><FONT color=black></FONT> </P>
<P><FONT color=black>一篇相当长也相当全面的访谈</FONT></P>
<P><FONT color=black></FONT> </P>
<P><FONT color=black>L'intervista integrale a <STRONG>Vincenzo Montella</STRONG> rilascaita al <EM>Corriere dello Sport.</EM></FONT></P>
<P><EM><FONT color=black></FONT></EM></P>
<P><FONT class=abody><STRONG><FONT color=black>V</FONT></STRONG><STRONG><FONT color=black>incenzo Montella, sono passati dieci giorni dalla decisione di dare l’addio al calcio. Le è venuto per caso qualche rimpianto?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«No, ci ho riflettuto a lungo, credo di aver fatto la scelta giusta. Certo, in que­sti giorni fa un certo effetto vedere tut­te le squadre che ricominciano la prepa­razione, ma faccio finta di niente. Mi sto allenando, come ho sempre fatto, per­chè continuerò sempre a farlo. E’ come se dovessi andare in ritiro tra pochi giorni. Credo che la cosa peggiore che si possa fare nel mio caso sia lasciarsi an­dare. Invece mi tengo in attività per non prendere peso, perchè magari a tavola, questo sì, ci si concede qualcosa in più e allora per stare in forma è bene alle­narsi ».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Ha cominciato a impostare il suo nuo­vo lavoro?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Mi sto documentando per prendere informazioni, non voglio arrivare ad al­lenare da sprovveduto. Mi dovrò occu­pare di ragazzi di quattordici anni, que­sta è un’eta difficile, particolare. Biso­gna sapere bene cosa bisogna allenare».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Allenerà ragazzi che hanno gli anni che aveva lei quando andò via di casa. Sa cosa vuol dire sognare di diventare calciatori a quell’età.<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Io lasciai la mia famiglia a tredici an­ni compiuti per andare a Empoli. Non è stato facile. Quella è un’età particolare. Devi sapere che avere qualità non basta. E poi spesso ci sono genitori che pensa­no di avere dei figli fenomeni. Tutti de­vono sapere che a quella età ci sono tan­ti ragazzi che hanno doti, ma non tutti riescono ad arrivare, anzi. Così devi sa­per allenare anche sotto questo aspetto, forse anche i genitori».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Da quando ha pensato di fare l’alle­natore?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>« Era un’idea che avevo in testa da qualche anno. Quando sono tornato per</FONT></FONT><FONT class=abody color=black> una stagione alla Samp, due anni fa, ho preso il patentino di seconda categoria».<BR></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Giorgio Rossi, il massaggiatore stori­co della Roma, in un’intervista di qual­che giorno fa ha detto che lei già “pen­sava” da allenatore quando era in pan­china.<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Con Giorgio a volte si scherzava sul fatto che anticipavo le mosse degli alle­natori seguendo le partite. Del resto ho passato molto tempo in panchina...».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Allenando ragazzi di quattordici anni bisogna essere forse più educatori che tecnici. Si sente responsabilizzato?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Sì, sento di essermi assunto un gran­de impegno, soprattutto dal punto di vi­sta educativo, che va oltre l’aspetto tec­nico. Vorrei che i genitori capissero che non tutti i ragazzi di grande talento rie­scono poi a emergere a livello professio­nistico</FONT></FONT><FONT class=abody color=black> ».</FONT><FONT class=abody><FONT color=black> </FONT><STRONG><BR><FONT color=black>Ha sempre detto che i suoi genitori hanno avuto un ruolo importante nel suo essere diventato un grande calcia­tore.<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«La loro figura è stata fondamentale. I miei genitori non hanno mai visto una mia partita. Una volta sola provai a por­tare mio padre allo stadio, quando ero già... Montella. Scelsi una partita ami­chevole prevedendo che ci fosse poca gente. Invece lo stadio era pieno e mio padre rimase impressionato dagli spal­ti gremiti e dalla ressa. Quando ero più piccolo non aveva tempo per venirmi a vedere, lavorava tutto il giorno. La fami­glia mi ha dato una base determinante per la mia formazione. Vengo da un pae­se piccolo, povero e particolare. Quando raggiungi certi livelli è difficile non per­dere la testa. Allora quando vivevo mo­menti di esaltazione - e a un giovane ca­pitano - bastava tornare a casa per ri­trovare</FONT></FONT><FONT class=abody color=black> equilibrio».</FONT><FONT class=abody><FONT color=black> </FONT><STRONG><BR><FONT color=black>Cosa le mancherà del calcio dei gran­di?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody color=black>«Un po’ tutto. Ma era inevitabile che questo momento prima o poi arrivasse. Mi sono sempre sforzato di prepararmi ad affrontarlo, anche nei periodi miglio­ri. Non bisogna meravigliarsi se quando sei all’apice tutti ti cercano e invece quando smetti cambia qualcosa. Se non sei preparato psicologicamente puoi in­contrare grossi problemi».<BR></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Si è lasciato dietro qualche rimpianto, una carriera che poteva essere miglio­re?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«I rimpianti affiorano se non hai dato tutto te stesso, ma per me non è stato co­sì. Io ho dato sempre tutto, ho soprattut­to fatto una vita regolare e questo com­porta grandi rinunce. Se non avessi do­vuto confrontarmi con tanti attaccanti forti della mia generazione forse sareb­be stato un po’ diverso».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Però quando aveva già superato i trent’anni, si prese la soddisfazione di tornare in Nazionale, nella prima fase di Lippi c.t.<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Provai una grande gioia. Tutti gli al­lenatori</FONT></FONT><FONT class=abody color=black> quando arrivano in Nazionale cercano di portare avanti i giovani. E’ stata un’esperienza positiva, che mi ha dato la possibilità di capire perchè Lip­pi è arrivato a ottenere certi risultati».<BR></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Parliamo ancora di allenatori. Del Ne­ri, che ha vissuto alla Roma un periodo breve e difficilissimo, un giorno disse: « Ringrazio Montella perchè ha dimo­strato di essere un grande uomo».<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Questi sono gli attestati di stima che preferisco, che mi lusingano di più al di là degli apprezzamenti tecnici. Con Del Neri ho avuto un ottimo rapporto. Ricor­do che ero capocannoniere e una volta mi mandò in panchina. Mi spiegò che era dispiaciuto ma non poteva fare di­versamente. Eravamo parecchi, la si­tuazione di classifica era particolare e non si poteva giocare con tre attaccanti come me, Totti e Cassano. Diedi la mia disponibilità».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Zeman è stato l’allenatore che l’ha vo­luta alla Roma ma non l’ha mai allena­ta. Ha mai parlato con lui?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«No, non l’ho mai conosciuto e mi è di­spiaciuto. Mi sarebbe piaciuto poter la­vorare</FONT></FONT><FONT color=black><FONT class=abody> con</FONT><FONT class=abody> lui».</FONT></FONT><FONT class=abody><FONT color=black> </FONT><STRONG><BR><FONT color=black>Cosa porterà nella sua nuova avven­tura del suo bagaglio di grande campio­ne?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«L’importante è partire da zero. Chi ha raggiunto un certo livello da calciato­re non è detto che riesca a diventare un bravo allenatore. Non voglio crediti. La cosa più importante è avere il carisma per farsi ascoltare dai ragazzi, ma quel­lo non te lo dà una carriera al top. Ci vuole dedizione ed entusiasmo».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Cercherà di prendere qualcosa da tutti gli allenatori che ha avuto? Anche da Capello?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Sicuramente. A livello di gestione ha dimostrato di avere qualcosa in più de­gli altri. Tutte le mie esperienze sono state positive, oggi, a ripensarci a men­te fredda, anche quella con Capello lo è stata. In quel periodo a me sembrava che mi venisse tolto qualcosa. Però Ca­pello sulla gestione aveva qualità supe­riori. Quando dico gestione intendo tut­to, del gruppo, della squadra, dei rap­porti con la società».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Cosa le ha detto Spalletti quando gli ha comunicato che avrebbe smesso con il calcio?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«E’ stato molto affettuoso. Mi ha det­to che avrei potuto contare su di lui per qualsiasi cosa avessi bisogno».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Ha mai pensato di chiudere la carrie­ra nel Napoli?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«In effetti qualcosa negli anni passati c’era stato, poi la società ha giustamen­te scelto la politica dei giovani. Ci pote­va stare, ma niente di concreto».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Andare via da Roma quando era al top le avrebbe permesso di vincere di più?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«A posteriori non è detto che sarebbe andata meglio. Avrei potuto cambiare in meglio, ma anche in peggio. Più di una volta c’è stato l’interessamento dell’In­ter, ma io a Roma mi sono tolto belle soddisfazioni».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Montella, un giorno le potrebbe capi­tare di allenare suo figlio?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Potrebbe e quando capiterà ci pen­seremo. Oggi mio figlio ha nove anni e gioca nella Polisportiva Palocco. E’ un attaccante mancino come me ed è bra­vo. Farò in modo di non fargli montare la testa se andrà avanti con il calcio. A me adesso interessa soprattutto che sia bravo a scuola. Ma confesso che se non avesse avuto una certa predisposizione per il calcio mi sarebbe dispiaciuto».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>In questo periodo di vacanze allunga­te le viene un po’ di nostalgia?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>« Ma no... Con i ragazzi comincerò il 10 agosto, non sarà così lunga l’estate. Non ci sarà un distacco totale con il cal­cio. Avrò dei collaboratori che mi affian­cheranno. Il preparatore atletico è Ma­rio Lodi, che conosco perchè un anno venne in prima squadra. Poi avrò un ra­gazzo che mi aiuterà sul campo, anche lui lo conosco bene. Si chiama Daniele Russo, ha giocato in B e poi ha finito nel­la Cisco».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Quali traguardi si prefigge da allena­tore?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Meglio capire prima se ne sarò capa­ce, poi si vedrà. Credo di esserci porta­to ».<BR></FONT></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Riuscirà a seguire la Roma?</FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody color=black> <BR>«Ho saputo che il campionato Giova­nissimi lo giocheremo domenica pome­riggio, avrò poche occasioni. Ma invio il mio in bocca al lupo ai miei ex compa­gni ».<BR></FONT><FONT class=abody><STRONG><BR><FONT color=black>Pensa di studiare il lavoro di qualche allenatore che va per la maggiore per fare esperienza?<BR></FONT></STRONG></FONT><FONT class=abody><BR><FONT color=black>«Credo sia più giusto capire la cate­goria nella quale mi cimenterò. Io pen­so che con i ragazzi sia importante lavo­rare quanto più possibile per migliora­re i fondamentali. Dal punto di vista atletico lavori troppo impegnativi vanno limitati, perchè si tratta di giovani che hanno strutture fisiche diversamente sviluppate».</FONT></FONT></P> |
|