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ROMA, 20 giugno 2005 - Completo scuro e camicia chiara. L’abito che inaugura i giorni dell’addio, in fondo, assomiglia molto a quello dei matrimoni. Antonio Cassano giustamente non se ne cura, così come non fa caso a quel minuscolo gruppetto di tifosi che, nel pomeriggio consacrato al matrimonio di capitan Totti, non trova di meglio che contestarlo. "Venduto. Vattene da Capello", hanno urlato al barese dei ragazzi assiepati dietro le transenne che delimitano l'ingresso laterale della chiesa dell’Ara Coeli, ma probabilmente l’attaccante — accompagnato da mamma Giovanna e da alcuni amici — non se n’è neppure accorto, visto che un po’ di batticuore si è trasmesso anche a lui.
"Per il mio amico Francesco è un giorno particolare — dichiara Cassano ai microfoni di Sky — sono onorato e felice di esserci, ma sono più emozionato io di lui, anche se mi sembra strano pensare che si sposa. Faccio gli auguri a Francesco e Ilary. Io voglia di matrimonio? No, assolutamente". Proprio vero. Per un paio d’anni Antonio ha accarezzato l’idea di "sposarsi" con la Roma — perché lui e la sua famiglia nella Capitale vivono benissimo — ma le esigenze finanziarie del club giallorosso hanno deciso diversamente: per un Totti che si sposa c’è un Cassano che divorzia. La Roma del futuro ha spazio solo per un contratto "top" e la scelta (ovvia) è caduta sul capitano (senza contare il lunghissimo prolungamento concesso a Montella).
Per questo l’obiettivo della dirigenza adesso è quella di cedere alle migliori condizioni possibili un giocatore 23enne (a luglio), potenzialmente unico al mondo, pagato nel 2001 circa 60 miliardi di lire, ma col contratto in scadenza nel 2006. La strada è tracciata. La società giallorossa intende cedere il giocatore entro il 30 giugno per mettere l’introito nel bilancio in corso. Per questo nei prossimi giorni si procederà a tappe forzate. Domani la dirigenza incontrerà Giuseppe Bozzo, manager dell’attaccante, ufficializzandogli la volontà di cedere il suo assistito. Mercoledì (o al massimo giovedì) potrebbe esserci il contatto con la Juventus, che è in prima fila tra i club interessati al giocatore.
Certo, la trattativa deve ancora definirsi, visto che la Roma valuta Cassano 20 milioni (e vorrebbe quanto più contante possibile), mentre la Juve non vorrebbe spenderne più di 15, ovviamente utilizzando il cash in modo assai parsimonioso (e con l’ausilio di sponsor interessati al personaggio). Per questo — esclusa una cessione ai bianconeri per soli contanti — le offerte variano a seconda dei giocatori inseriti. Se si trattasse di Fabrizio Miccoli, si potrebbe ipotizzare una comproprietà valutata 7 milioni (questa è stata la valutazione per la Fiorentina) più 8 milioni in contanti. Diverso il discorso su Appiah, a cui si dovrebbero affiancare almeno una decina di milioni. Alla Roma, però, piace anche il giovane centrale difensivo Masiello, 19 anni, il cui inserimento potrebbe concedere un doppio vantaggio alle parti: alla cifra in contanti andrebbe affiancata una valutazione del giocatore che potrebbe far comodo sia ai bilanci bianconeri, sia a quelli giallorossi, sulla falsariga di quanto è accaduto l’anno scorso per |