Non solo l'esonero di Pioli: l'altra notizia della serata nerazzurra - questa non ancora ufficiale, ma c'è l'accordo - è l'arrivo di Walter Sabatini, che ricoprirà il ruolo di direttore dell'area tecnica di Suning (sperando che la cosa basti per evitare sovrapposizioni con Ausilio, fresco di rinnovo fino al 2020, direttore dell'area tecnica dell'Inter). Il nuovo dirigente era libero dal 6 ottobre scorso, quando il presidente della Roma, Pallotta, aveva accettato le sue dimissioni - che erano state presentate una prima volta lo scorso febbraio, e respinte - ponendo fine a un'esperienza iniziata nel 2011, con il passaggio in mani americane del club giallorosso. Ex calciatore con più talento che voglia di lavorare - per sua stessa ammissione: picco della carriera proprio a Roma, ma durò una sola stagione, chiuso dall'intoccabile Bruno Conti - Sabatini è stato lanciato come scopritore di talenti dal Perugia di Gaucci, per poi continuare la sua collezione di presidenti ingombranti con la Lazio di Lotito e col Palermo di Zamparini. Dimissioni nel novembre 2010, poco prima di tornare a Roma. Lunghissima la lista di giocatori presi a poco e rivenduti con eccellenti plusvalenze: solo per rimanere ai più famosi, Kolarov, Behrami e Lichsteiner alla Lazio, Pastore, Darmian, Abel Hernandez e Ilicic al Palermo, Marquinhos, Lamela, Pjanic e Benatia alla Roma. Con cui però, negli ultimi tempi, le cose non andavano troppo bene: da Doumbia a Iturbe e Gerson, alcuni acquisti costosi avevano avuto un rendimento molto al di sotto delle attese, anche se la bravura di Spalletti - nome che non a caso torna attuale - aveva limitato i danni, tenendo la squadra giallorossa al secondo posto.
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