Magari è un caso, anzi sicuramente, ma i fatti dicono questo: Federico Viviani, unico a salvarsi nella finale di ritorno di Coppa Italia Primavera dello scorso anno, persa all'Olimpico contro la Fiorentina davanti a 20.000 spettatori, ci è già tornato con la prima squadra, Mirko Pigliacelli, beffato da un tiro che non voleva neppure essere tale («Abbiamo perso per un cross», la spiegazione sentita più volte) ancora no. Sabato sera, di nuovo all'Olimpico e di nuovo con la Fiorentina, sarà la sua rivincita. «La voglia c'è: lo scorso anno abbiamo vinto lo scudetto, ma la Coppa Italia si giocò prima, sapevamo di avere il potenziale per portarcela a casa e sappiamo tutti come è andata. Lo scudetto a Pistoia è stato un'emozione indimenticabile, ma alzare un trofeo all'Olimpico sarebbe un'altra cosa…».
Estati intense Nell'attesa però, Mirko Pigliacelli, appena promosso dalla nazionale Under 18 all'Under 19, ha replicato l'accoppiata già centrata nel 2010, tra giugno e luglio scudetto con le giovanili e ritiro con la prima squadra. «E mi sono trovato benissimo, come l'anno scorso. Luis Enrique ha portato un modo molto diverso di interpretare il calcio: con Ranieri andavamo subito alla ricerca del gol, con lui cerchiamo molto il possesso palla». Tanto che la Roma, prima di prendere Stekelenburg («Un grande»), sembrava a un passo da Kameni, scelto per la sua abilità nel destreggiarsi anche con i piedi. «Il mister insiste molto su questo tasto con noi — dice il 18enne di Rignano Flaminio — Per fortuna mi è sempre piaciuto giocare con i piedi, qualche volta in allenamento mi diverto anche a giocare in mezzo. O a tirare le punizioni, mettendo un'asta sulla traversa e provando a colpirla. Ma solo quando mi alleno con la Primavera, con la prima squadra non mi permetto…».
罗马青年队门将皮格里亚切利表示,上赛季我们赢得了青年联赛冠军,但在青年意大利杯决赛输给了佛罗伦萨青年队,希望在9月3日的青年意大利超级杯上复仇,在奥林匹克球场举起奖杯。 |