AUMENTA IL BUDGET!
DANIELE LO MONACO
Ditelo a Pradè e ve lo farete nemico. «La Roma punta in alto, molto in alto. L’escalation di nomi, da Mutu a Silva e soprattutto Eto’o, ha un significato preciso: la Sensi stavolta cerca il bersaglio grosso».
La frase non è nostra, ma di uno che sulle cose romaniste la sa lunga, e al direttore sportivo è stata semplicemente riferita, col risultato di farlo arrabbiare. Perché ufficialmente la società giallorossa continua a volare basso e il semplice accostamento ad Eto’o solleva reazioni risentite oltre che, come noto, risoluti comunicati ufficiali di smentita. Ma ufficiosamente la pura analisi dei fatti racconta un’altra storia. Che potrebbe ingolosire i tifosi giallorossi. Tutto comincia a Villa Pacelli il giorno in cui si sono definiti in tutta la loro ambiguità i contorni della vicenda Mutu, quella storiaccia fatta di accordi e smentite, dichiarazioni d’amore e d’odio, contratti concordati e mai firmati. La storia su cui in ogni caso la Roma aveva puntato tutte le sue fiches, circa diciannove milioni di euro di fiches. Il no, improvviso e inspiegabile, ha gettato nello sconforto la società, ad ogni livello. I giocatori, con Totti in prima linea, ormai già abituati all’idea di accogliere Mutu come nell’estate del 2000 fecero con Batistuta, lo staff tecnico, che sul nome di Mutu aveva trovato la più piena convergenza, i dirigenti, che la trattativa avevano condotto con scrupolo e professionalità, la proprietà, che con il romeno era convinta di aver fatto il colpo dell’estate. Prandelli aveva fatto saltare il banco, adesso bisogna trovare un’ipotesi alternativa che avesse le stesse caratteristiche tecniche, tattiche e soprattutto finanziarie. Sul tavolo tutte le carte del mazzo, molti nomi autorevoli, qualcuno più di altri, su quasi tutti la mannaia dei limiti del budget. A quel punto la folgorazione: spostiamo il mirino, forse si può prendere Eto’o. Il formidabile attaccante camerunense è sul mercato, perché Guardiola sul suo nome ha storto la bocca e lui, orgoglioso come pochi, se l’è legata al dito. Così ora è lui a spingere per essere ceduto, di restare in Catalogna non ne vuol più sapere. Certo, i costi sembrano improponibili, ma dalla proprietà arriva un input insperabile: qualche sforatura di budget verrebbe autorizzata. Per uno come Eto’o – un nome che scatenerebbe l’entusiasmo del più tiepido dei tifosi, l’inevitabile corsa all’abbonamento e l’immediata ridefinizione della griglia dei favoriti per scudetto e Champions League – uno sforzo supplementare si potrebbe anche fare.
La task force viene allestita, il Barcellona autorizza anche a parlare col giocatore, il cartellino sarebbe trattabile a costi accessibili, lo scoglio insuperabile diventa l’ingaggio. Il sogno si smonta presto, quando sul caso si accendono le luci della ribalta a Trigoria hanno già metabolizzato il divieto d’accesso, già si pensa ad altri obiettivi, e ovviamente filtrano pessimismo e smentite, ineccepibili: la Roma, infatti, non ha fatto alcuna offerta ufficiale al Barcellona. Lo dirà anche Beguiristain. A conoscere tutta la storia resta però la percezione di una nuova, incoraggiante realtà: almeno uno dei due (forse tre) acquisti che miglioreranno la rosa giallorossa sarà un colpo a sensazione. L’altro dovrebbe essere Julio Baptista, almeno è lui il candidato ideale. E se per l’altro ci si dovrà arrendere all’ineluttabilità della legge del mercato – perché Drogba, Adebayor e lo stesso Eto’o restano obiettivi irraggiungibili – il tifoso romanista si gode con piacere la ritrovata sensazione di poter almeno sedere di nuovo al tavolo delle trattative dei più grandi club europei, non più esclusi da consessi fino a un anno fa totalmente inavvicinabili.
Resta da capire chi arriverà, ma qualcosa sta cambiando anche nelle percezioni dell’allenatore. I continui progressi di Vucinic, ripartito sin da queste prime amichevoli a cento all’ora, meritano ulteriori riflessioni. Il tesoretto c’è, il colpo non si può sbagliare. E anche Okaka, quell’Okaka rigenerato dagli insegnamenti di Francesco Rocca e restituito alla Roma già in condizione, forse potrebbe fare la quarta punta e crescere all’ombra della collina che sovrasta Trigoria meglio di chiunque altro vecchio attaccante chiamato a svernare. Dunque al momento Spalletti si ritrova un grande attaccante ormai maturo per la definitiva consacrazione, un giovane attaccante destinato solo a crescere ulteriormente e Totti, più due esterni di piede destro, Taddei e Esposito. E allora il grande acquisto potrebbe anche non essere uno che garantisce venti gol. Potrebbe essere semplicemente un esterno sinistro di “gamba” e grande qualità. Un Malouda, magari. Sabato, peraltro, la Roma con tutti i dirigenti vola a Londra. A casa sua. Forse si avvicina il momento di sciogliere il mistero. Di capire finalmente il nome dell’obiettivo numero uno. Di certo, sarà un giocatore di prima fascia. Come Malouda, certo. O magari di più. Ora la Roma può permettersi di guardare ovunque. Anche molto più in alto di dove ha guardato negli ultimi anni.
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人报的消息,
罗马将增加财政预算,具体数字没有透露,同时提到罗马的转会意向很高 |