在這個網roma.theoffside發了一篇當地的報導和英文翻譯,寫得很好這就是我們喜歡的羅馬人呀,坦率直接驕傲~~
ilmessaggero Lunedì 03 Marzo 2008 Chiudi
ROMA - Ci sono vaffa e vaffa. Perchè non tutte le parolacce sono uguali. O meglio, non tutti gli insulti hanno lo stesso valore o identica pesantezza. Un conto è mandare a quel paese l’arbitro (vero Cassano?); un altro, invece, mandarci un amico. E nella Città Eterna un insulto addirittura è (può essere) anche un segnale di affetto. Perchè se tu a uno non gli vuoi bene, non ti va nemmeno di perderci tempo. Manco per urlargli contro qualcosa: lo ignori, punto e basta. Il vaffa ad un amico glielo dedichi solo se sai di potertelo permettere, in nome dell’amicizia. Te lo becchi, ti avveleni, magari lo ricambi urlandolo dal cuore, ma poi ci metti un attimo a cancellarlo, quasi sempre con un sorriso.
Francesco Totti e Alberto Aquilani, romani de Roma, sono amici a prova di vaffa. L’altra sera all’Olimpico se ne sono spediti un paio di quelli robusti, sotto gli occhi dello stadio. Nessun romano, però, ha dato eccessivo peso alla cosa. Un po’ di sorpresa, nulla più. Perchè era impossibile che il capitano e Alberto avessero litigato davvero per quel calcio di punizione, a due passi dalla linea bianca di Bucci, battuto così male. I due si sono insultati, poi orgogliosamente ignorati ma dopo un paio di minuti, cioè dopo la rete del capitano, stavano di nuovo l’uno tra le braccia dell’altro. Amici come prima, più di prima.
La scenetta di sabato sera, sceneggiatura e dialoghi in puro romanesco, ne ha fatta tornare alla mente un’altra simile con protagonisti Totti e De Rossi, altri due romani doc. Milano, stadio Meazza, 19 agosto 2007, gara di Supercoppa tra Inter e Roma: calcio di rigore in favore dei giallorossi, Totti, stanco e acciaccato, delega DDR al tiro dagli undici metri. De Rossi, che non si aspettava il regalo dell’amico, si presenta un po’ nervoso davanti a Julio Cesar, lo batte poi va esultare sotto il mare di tifosi romanisti sistemati proprio alle spalle del portiere brasiliano. Rimerso dagli abbracci dei compagni, De Rossi incrocia Totti, lo guarda, lo bacia poi, e lo testimoniano le immagini tv, lo manda a quel paese in purissimo dialetto romanesco. Amichevolmente.
M.F.
英文翻譯:
There’s Fuck you and Fuck you. Not all words are equal, or even better, not all insults have the same weight or value. It’s one thing to send a referee to ‘’that country’’(right Cassano?) It’s another thing to send your friend. In the eternal city, an insult can be a mark of affection. Because if you don’t like someone, you don’t waste your time to insult him or to scream something at him; You ignore him, punto e basta. The ‘’Vaffa’’ to friend can only be dedicated if you know you can allow yourself to do it, in the name of friendship. You poke him (becchi), you envenom him (avvelenare), you flip him the bird, but then you cancel it all after an instant, almost always with a smile.
Francesco-Jesus-Totti and Young Prince Alberto, Roman’s Roman’s, are friends that can insult each other. That night at the olimpico, they exchanged some words infront of the whole stadium. However, no Roman thought the scuffle to be excessive. Maybe a little surprising, nothing moreBecause it’s impossible to think that Aquilani would realistically fight(litigare con, a litige) with his captain, about that weird, woefully taken
freekick. They insulted each other, then proudly ignored each other; being the calcio alpha-males that they are. But after a few minutes, after Totti’s goal, they were hugging again, friends like before.
Saturday’s scene, Screenplay and dialogues in Romanesco and all, reminded us of that famous Totti-DDR (Il Messagero fuckin’ wrote DDR, I’m not kidding!). Milan, Meazza, August 19th 2007, Supercoppa with Inter; Rigore ! Totti, fatigued and contused, delegates the Penalty to DDR (again!). De Rossi, surprised, not expecting his friends gift, presents himself nervously on the 11 meter spot. Smacks bast JC and with the Roma’s travelling Tifosi. After the custom roman man-love-display celebration, he crosses Totti. Daniele looks at him, kisses him and, proved by TV cameras, sends Totti to that country in a pure Dialetto Romanesco. Amichevolmente. Of course |