Tanta testa, tanta gamba e tanto cuore, ma anche una sorpresa tattica che ha guastato i piani di Valverde. Così la Roma ha eliminato il Barcellona, ma il tempo dei festeggiamenti è già finito: tra tre giorni c’è un derby che vale una (altra) Champions League e per vincerlo serviranno la stessa testa, la stessa gamba, lo stesso cuore e magari anche lo stesso modulo. Il 3-4-1-2 (o 3-4-2-1 evidenziato dalle posizioni medie, con Nainggolan e Schick sulla stessa linea) visto in campo martedì potrebbe essere la via maestra del finale di stagione, un modulo che esalta le qualità dei singoli più del 4-3-3: Jesus rende meglio da braccetto mancino che da centrale puro, si è scoperto un Fazio bravo anche nelle discese laterali, Florenzi e Kolarov hanno meno campo da coprire così come De Rossi e Strootman e infine Schick e Džeko in coppia si sgravano vicendevolmente da responsabilità. Un uovo di Colombo che però non sta sempre in piedi: giocare con tre centrali significa avere il solo Capradossi in panchina, o dover adattare De Rossi o Kolarov in caso di necessità, scoprendo a catena altri tasselli (sulla corsia sinistra ci sarebbe solo il mai impiegato Jonathan Silva, ad esempio, e nessuno ha le caratteristiche di Manolas per fare il centrale di copertura, facendo scricchiolare tutto l'impianto di pressing dei 5 offensivi) e riproponendo in un’altra chiave il problema da cui si cerca di scappare. Le poche partite rimaste possono far ipotizzare un’adozione almeno parziale di un nuovo sistema che ha dato i suoi frutti, ma che va comunque verificato in situazioni più normali rispetto a quella di martedì sera: il derby, specie con questa posta in palio, di normale ha poco, ma, come sempre, conterà normalizzarlo per ottenere un risultato importantissimo, anche in virtù di un doppio confronto da mantenere favorevole in ottica di un possibile arrivo in volata con l’Inter, con cui invece la Roma è indietro, che affronterà i biancocelesti nell’ultima giornata.
意媒称罗马可能在本赛季剩余比赛都主打3412阵型,不过有个问题是中卫缺少替补,除了卡普拉多西,只有德罗西和科拉罗夫可以客串中后卫 |